Com’è nato l’Internet of Things? Le 15 date che hanno fatto la storia

Com’è nato l’Internet of Things? Le 15 date che hanno fatto la storia

Abbiamo parlato di Internet of Things, di Tag RFID, NFC e Beacon, ma cosa sappiamo della loro storia?

Come sono potute nascere le odierne tecnologie e chi sono stati i primi a credere in una comunicazione wireless?

Ripercorriamo 15 annate che hanno segnato la storia di internet, della tecnologia e dunque della realtà che oggi conosciamo:

  1. 1926 Partiamo da Nikola Tesla, ingegnere elettrico, fisico ed inventore che in modo quasi Nikola Tesla
    profetico rilasciò alla rivista Collies una dichiarazione che riassumeva quello che effettivamente sarebbe stato il futuro dei prossimi cent’anni:

    “Quando la logica Wireless sarà perfettamente applicata tutta la terra sarà trasformata in un enorme cervello, ovvero in ciò che è in realtà: tutte le cose sono singole particelle di un unico e armonico insieme. E gli strumenti attraverso i quali sarà in grado di fare questo saranno incredibilmente più semplici rispetto al nostro attuale telefono”.
  2. 1969 In piena Guerra Fredda il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti realizza la rete di computer ARPANET, ad uso militare: una serie di computer connessi tra loro che si dice avessero lo scopo di conservare e trasmettere le informazioni in modo che non andassero perse, anche in caso di un attacco nucleare.
    Di fatto si trattava della prima concezione di ‘rete’, della prima concezione di ‘Internet’.
  3. 1974 Vinton Cerf e Bob Kahn inventano il TCP/IP; un acronimo che identifica un protocollo di rete, cioèVinton Cerf e Bob Khan le regole sulle quali si basa il funzionamento logico di internet; ancora oggi in uso.
  4. 1982 Il protocollo TCP/IP è collaudato e sostituisce i vecchi protocolli del progetto ARPANET.
  5. 1984 Nasce Il Domain Name System, il sistema utilizzato per attribuire ad ogni pagina un indirizzo IP e viceversa in modo da renderli “cercabili” e “trovabili” nella rete.
  6. 1989 Tim Berners Lee inventa il World Wide Web, (www) ossia uno deiTim Bernes Lee principali
    servizi di internet: quello di usufruire di contenuti creati da altri utenti, in tutto il mondo.In questo periodo nasce:

    • La prima pagina Web, creata sempre da Tim Berners Lee.
    • Il primo oggetto dell’ Internet of Things: un tostapane che si attiva e si disattiva via Web.
    • La prima Webcam, nata dalla necessità dei dipendenti di un ufficio di evitare lunghe file alla macchinetta del caffè: la Webcam riprendeva con tre scatti al minuto la zona di pausa trasmettendo l’immagine ad ogni dipendente, mostrando, quindi, lo stato più o meno affollato della macchinetta.
  7. 1995 Internet scopre la propria vocazione digitale con la nascita di Amazon e EchoBay (l’odierno Ebay).Sergey brin e Larry Page
  8. 1998: Larry Page e Sergey Brin, studenti dell’università di Stanford, intuiscono che un motore di ricerca che si basi su legami matematici tra i siti web e che premi i siti con i contenuti
    migliori, sia più efficace dei motori di ricerca allora utilizzati. Avevano ragione: nasce Google.
  9. 1999 è un grande anno per l’Internet of Things: In una presentazione alla Procter & Gamble (compagnia Statunitense di beni di consumo), il ricercatore Kevin Ashton conia il termine “internet delle cose”.
    Si può dire che nel 1999 si comprende definitivamente il peso che Internet avrebbe avuto, e il suo potenziale utilizzo applicato ad oggetti di tutti i giorni. Lo dimostrano l’uscita del libro ‘When Things start to Think’ di Neil Gershenfeld.
  10. 2003-2004 Il termine Internet of Things viene citato sulle testate giornalistiche dei maggiori giornali americani e compare anche nei titoli di qualche libro.
    Progetti come CoolTown, InternetO e Disappearing Computer cercano anche di attuarne le idee.
    I sensori RFID iniziano ad essere diffusi su larga scala, soprattutto negli Stati Uniti, all’interno di vari prodotti, in tutto il mondo commerciale.

    NabaztagDurante questi anni, in anticipo rispetto ai tempi, due informatici, Rafi Haladjian e Olivier Mevèl, inventano Nabzag, un coniglio con funzioni Wi-Fi in grado di parlare di relazioni di mercato azionario, titoli di giornale, fungere da sveglia e collegarsi ad altri dispositivi. Rafi e Olivier hanno sucessivamente fondato insieme Violet, un’azienda che si occupa di produrre oggetti IoT.
  11. 2006- 2008 in questi anni l’internet of Things ottiene il riconoscimento da parte dell’Unione Europea e si tiene la prima European IoT Conference.
    Nel 2008 un gruppo di società lancia l’Alleanza Ipso per promuovere lo sviluppo dell’Internet delle cose a cui ad oggi hanno aderito più di 50 azienda tra cui Bosch, Cisco, Ericsson, Intel, Sap, Sun, Google e Fujitsu.Marchi alleanza Ipso
  12. 2008-2009 si può dire che in questi anni nasce ufficialmente l’ Internet of Things, non solo come ideologia ma come reale interconnessione tra internet e gli oggetti, e di conseguenza, tra le persone.

    Il numero di dispositivi collegati ad internet arriva a 12, 5 miliardi per un tasso di 1,84 a persona, nel mondo. Un record mai toccato nella storia di Internet.
  13. 2008 In National Intelligence Council degli Stati uniti inserisce l’Internet of Things tra le 6 tecnologie civili più dirompenti, riconoscendo il potenziale impatto che potrà avere per gli interessi degli Stati Uniti e del mondo a partire da 2025.

    Nel Frattempo i paesi più industrializzati investono ingenti somme nella ricerca nel campo dell’IoT.
  14. 2011 viene lasciato pubblicamente il nuovo protocollo Internet Ipv6, in successione all’Ipv4, che amplia i servizi offerti dalla rete e semplifica la gestione degli indirizzi IP.

    Intanto i grafici di Google treds, che monitorano i contenuti cercati dagli utenti, mostrano un picco di interesse nei confronti di questa tecnologia che viene anche inclusa nei dispositivi mobili delle principali marche del settore quali Samsung, Apple e Nokia.
  15. Oggi secondo i ricercatori il reddito prodotto dall’Internet of Things è stato di 655 miliardi di dollari. La stima è che possa produrne 11mila entro il 2025: vorrebbe dire che all’Internet of Things corrisponderebbe l’11% dell’economia mondiale.

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